Cronache Pongistiche Sardegna del 20 maggio 2015

A1 F: LO ZEUS QUARTU LOTTERÁ PER LO SCUDETTO 2015

Sarà finalissima come lo scorso anno. Lo Zeus Quartu batte la Bagnolese tra le mura amiche e si appresta a sfidare il Cortemaggiore dell’allenatore sardo – nigeriano Michael Oyebode per conservare il titolo. Le atmosfere non saranno ai livelli dello scorso anno, quando la tenzone si “ridusse” ad una questione sarda, visto che ad essere sconfitto fu il Tennistavolo Norbello. Ma di certo nella cittadina magiostrina l’euforia sarà a mille dopo che le locali hanno eliminato il Castel Goffredo delle giovani terribili. La finale di andata si disputerà martedì 26 maggio alle 19.00 in Emilia, mentre il ritorno sarà a Quartu tre giorni dopo.

Di spalle Su Yaxin affronta Lisa Ridolfi (Foto Marcello Trois)

Non è stato facile ottenere l’accesso. Le due contendenti hanno dato vita ad una gara molto tirata con le padrone di casa che hanno rischiato di compromettere la difesa del tricolore. Sin dalla prima gara quando la cino – sarrabese Wei Jian, ancora scossa per la recente perdita del padre, non è riuscita ad entrare in partita e ha dovuto soccombere nettamente contro la sardissima di Assemini Maria Rita Pilloni, avversaria con cui in passato non aveva mai avuto grossi problemi.

Primo piano di Tian Jing (Foto Marcello Trois)

L’incontro clou è quello seguente tra la scudettata Tian Jing e la numero uno della Polisportiva Bagnolese Yuan Yuan che in questa stagione per ben due volte era riuscita a sconfiggerla. In vantaggio per 2 a 1, la zeusina parte male nella quarta frazione subendo un pesantissimo 0 – 7. Ma come già successo in altre occasioni riesce a recuperare sino allo 8 – 8. Rischia ancora con due set ball da annullare e poi con grande tenacia si aggiudica il match che significa pareggio. A questo punto la fisionomia dell’incontro cambia radicalmente, grazie a Su Yaxin che batte Lisa Ridolfi.

Su Yaxin (Foto Marcello Trois)

Tian Jin seppur leggermente più “distratta” rispetto al primo incontro, realizza la doppietta personale su Maria Rita Pilloni. L’incontro in teoria finisce qui perché al team quartese era sufficiente il pareggio per guadagnare la seconda finale consecutiva della sua storia. Però si continua a giocare, anche se Wei Jian preferisce non scendere in campo contro la Ridolfi e infine una ormai spenta Yuan Yuan lascia l’intera posta in palio a Su Yaxin.

PAROLA AL PATRON QUARTESE GIANFRANCO CANCEDDA

La felicità è tangibile. Ora che si trova nuovamente in corsa per vedere il nome della sua società nell’Albo d’oro si prodigherà per non fallire l’obiettivo. Gianfranco Cancedda ha pochi giorni a disposizione per preparare la sfida. “Ci alleneremo tutti i giorni – dice il patron campidanese – e con le poche risorse a disposizione cercheremo di simulare le giocatrici che poi andremo ad incontrare. Inoltre proveremo gli schemi che saranno utilizzati in partita.

Gianfranco Cancedda e Su Yaxin (Foto Marcello Trois)

Chi temi di più delle avversarie?

Metto sullo stesso piano Wang Yu e Laura Negrisoli, forse una spanna in più la riservo all’italo cinese, giocatrice di esperienza che gioca in Italia da tantissimi anni. Grazie ai bei risultati ottenuti può vantare una media sempre elevatissima con pochissime sconfitte ogni anno. Dobbiamo necessariamente puntare a fare due punti sulla numero tre che potrebbe essere Olga Dzelinska o Giulia Cavalli. Cosa che, sia ben chiaro, non sarà per nulla facile. E poi puntare anche sulla conquista di qualche altra vittoria.

Nel match d’andata troverete una situazione particolare

Per il Cortemaggiore sarà una festa, come del resto anche per noi. Però l’entusiasmo della cittadinanza emiliana sarà particolare perché mai in passato si era centrato un obiettivo così importante. Quanto alla sfida nuda e cruda tutto dipenderà dalle formazioni e dagli scontri diretti. Loro partono leggermente favorite.

Un servizio di Tian Jing (Foto Marcello Trois)

E poi ti ritroverai Laura Negrisoli come avversaria..

Laura ha già vinto diciassette scudetti e ovviamente punterà con tutte le sue forze al diciottesimo. Il ritrovarmela da avversaria l’avevo messo in preventivo quando a malincuore l’ho dovuta lasciare per motivi economici. E personalmente è stata una mossa azzeccata; abbiamo difficoltà a finire l’anno perché ci sono rimasti davvero pochi soldi. Se l’avessi tenuta a Quartu le riserve societarie si sarebbero prosciugate già a metà campionato. Mi dispiace perché è stata la protagonista della pagina più bella della nostra società. La vedo ancora come un’amica e come l’atleta che ci ha fatto vincere il titolo. Questo sarà il primo impatto, poi sul campo saremo avversari.

Wei Jian praticamente non ha giocato la semifinale, ma aveva la testa altrove..

Dopo l’incontro giocato a Bagnolo le è stato comunicato che il padre era passato a miglior vita. Stava molto male e qualche settimana fa era rientrata in Cina proprio per vederlo. Una notizia del genere è logico che lasci il segno. Specie per chi come Jian esprime un gioco particolare che punta tutto sulla concentrazione e sulla ricerca dell’errore altrui. Ma sono sicuro che ritroverà le forze per fare bene.

Gianfranco Cancedda in panchina con Wei Jian e e Su Yaxin (Foto Marcello Trois)

Sensazioni sul nuovo Palazzetto di via Beethoven che avete collaudato proprio per la semifinale?

Avevo forti timori anche perché abbiamo provato il parquet il giorno prima. E in quell’occasione l’impianto luci è saltato dopo poco più di un’ora che era acceso. Tramite il gentilissimo custode dell’impianto che con disponibilità e cortesia, rare da trovare al giorno d’oggi, abbiamo tempestivamente avvisato il Comune di Quartu. Una squadra di tecnici è stata abile nel risolvere la situazione prima che riuscissimo a fare il riscaldamento.

Per quanto ci riguarda l’illuminazione è buona, ho qualche dubbio se penso alle altre discipline che usufruiranno della struttura.

E il pavimento in legno?

L’ho trovato sdrucciolevole. Le atlete avevano necessità di inumidirsi le scarpe ogni due punti per evitare gli scivoloni che molto spesso non si riusciva ad evitare.

CAMPIONATI SARDI ASSOLUTI

I migliori specialisti isolani non hanno tradito le attese e si sono presentati al Palazzetto dello Sport di Decimomannu per onorare al meglio i campionati sardi assoluti. Assegnati in tutto cinque titoli, tra un totale di trentacinque partecipanti. La società che ha raccolto un maggior numero di medaglie è stata la Marcozzi che ha ottenuto tre successi con Carlo Rossi (Singolo Maschile), la coppia Luigi Rocca /Johnny Oyebode (Doppio Maschile Assoluto) e in comproprietà con il Quattro Mori Cagliari il primato nel doppio misto grazie a Stefano Curcio e Silvia Deligia. La società al femminile di via Crespellani condivide l’oro con il Tennistavolo Norbello nel doppio femminile assoluto grazie al duo Silvia Deligia/Eleonora Trudu. Sale sul podio più alto per una volta anche la Muraverese con Aurora Piras che diventa campionessa sarda assoluta nel singolo femminile. Oltre alle già menzionate società, raccolgono medaglie meno pregiate anche l’Azzurra Cagliari, il Tennistavolo Guspini, la Libertas Sassari, la Saetta Quartu e il Santa Tecla Nulvi.

Pubblico a Decimomannu (Foto Tomaso Fenu)

Come sempre si è dato il massimo per accogliere nel migliore dei modi tutti gli atleti presenti e a fine serata tutti se ne sono andati soddisfatti e sorridenti. Lo conferma anche Tomaso Fenu, il presidente del sodalizio di Decimomannu che ha organizzato il tutto con la collaborazione della Fitet Sardegna. “Mi ha fatto piacere che in tanti siano rimasti ad assistere alle finali” ha detto Fenu che poi ha raccontato il dietro le quinte. “La fatica maggiore è stata quella legata al trasporto dei tavoli, delle transenne e dei tavolini per gli arbitri. In realtà la distanza non è parecchia, però portarli a mano comporta una grande fatica e infatti ci vogliono quattro persone alla volta per sorreggerli.

Il presidente del Decimomannu Tomaso Fenu (Foto Gianluca Piu)

Abbiamo assistito a momenti di spettacolo a livello puro, anche se all’inizio i big hanno stentato un po’ prima di prendere il sopravvento. Mi ha colpito la semifinale tra Carlo Rossi e Johnny Oyebode, entrambi meritavano di accedere alla gara decisiva. Purtroppo ci sono anche le dolenti note dovute agli annosi problemi di carente luminosità che però non dipendono dall’organizzazione e che il Comune non riesce a risolvere. In effetti chi viene in via Eleonora d’Arborea sa a cosa va incontro. Purtroppo non tutti i nostri tesserati hanno potuto dare una mano perché diversi hanno dei turni di lavoro che non sono compatibili con le nostre attività. Siamo rimasti solo in sei che ci siamo prodigati e questo quadretto ricalca l’andamento di una stagione che per molti versi è stata deficitaria a causa delle numerose defaillance atletiche. Ci ritroviamo sempre con le stesse facce e pure gli stimoli ne risentono. Mancano le forze giovani, siamo per la maggior parte “vecchietti” e assorbiti in consuete logiche familiari. Pertanto stiamo considerando l’attività agonistica più come un hobby anche perché ci sosteniamo con le quote sociali e purtroppo non possiamo contare su finanziamenti esterni, difficili da reperire”.

Il presidente della Fitet Sardegna Simone Carrucciu era presente alla manifestazione (Foto Gianluca Piu)

SINGOLO MASCHILE: CARLO ROSSI PRIMA RISCHIA POI FA VEDERE TUTTO IL SUO SPLENDORE

Da vero campione Carlo il grande riesce a risollevarsi da situazioni critiche, come ha fatto sin dal girone eliminatorio quando ha rischiato di perdere con Nicola Pisanu del Muravera TT. Più sicuro quando si è trattato di sconfiggere il suo compagno di squadra Massimo Ferrero e Francesco Ara (Santa Tecla Nulvi). Poi prosegue con i successi riportati su Marcello Porcu della Muraverese e in semifinale sull’amico – compagno – rivale Johnny Oyebode che supera al quinto set dopo una gara strappa applausi. Ma grande spettacolo lo ha offerto anche in finale contro un Maxim Kuznetsov (Tennistavolo Norbello) che forse non si aspettava un avversario così tonico. Il russo del Medio Campidano aveva avuto ragione di pongisti molto tosti quali Ferrero e Mattia Contu (La Saetta Quartu).

I finalisti del singolo maschile carlo Rossi e Maxim Kuznetsov (Foto Tomaso Fenu)

La finale offre un primo set pirotecnico conclusosi 14 – 12, con Carlo che allunga anche nella seconda frazione, prima che il più attempato avversario riesca nell’intento di allungare la durata della sfida. Ma nel quarto ed ultimo set il marcozziano azzurro impone la sua superiorità. Sul podio Contu e Oyebode, mentre tra i primi otto figurano anche Luigi Rocca (sconfitto da Oyebode) e Stefano Curcio (Marcozzi), soccombente al quinto contro Contu.

Il podio del singolo maschile (Foto Tomaso Fenu)

Carlo Rossi: “Sono soddisfatto dell’esito finale perché non pensavo di riuscire a battere Maxim, giocatore molto forte ed esperto. Io però mi sono espresso al meglio sia tatticamente, sia tecnicamente. Ma non è stato facile. Nel girone ho avuto qualche difficoltà con Nicola Pisanu del Muravera a causa di ripetuti cali di concentrazione che mi hanno portato ad annullare un match point avversario nel quinto set. In quel momento ho capito ancor di più come sia sufficiente un piccolo svarione mentale per rischiare di pregiudicarti un’intera partita. Poi onore al merito di Nicola che seppur sfavorito sulla carta si è dimostrato un bravo giocatore. Altra partita dura è stata quella affrontata con Johnny Oyebode, atleta con cui mi alleno quotidianamente e che è cresciuto molto in questo periodo.

Carlo Rossi (Foto Tomaso Fenu)

Mi sto preparando con molta attenzione ai campionati Europei di luglio, per me l’appuntamento più importante dell’anno. Sono motivato e mi sto allenando duramente, ma ad onor del vero non sto facendo molto di diverso rispetto a prima.

Stefano Curcio e Carlo Rossi assieme al presidente della Fitet Sardegna Simone Carrucciu (Foto Tomaso Fenu)

Non hanno la stessa priorità dell’Europeo, ma anche i Campionati Italiani sono una manifestazione in cui vorrei fare molto bene. Con tutti questi appuntamenti anche la scuola merita le giuste attenzioni, considerato che devo sostenere un esame”.

AURORA PIRAS DAL SERVIZIO TERRIBILE SI IMPONE NEL SINGOLO FEMMINILE

Al centro Aurora Piras assistita dai compagni Marcello Porcu e Riccardo Dessi (Foto Gianluca Piu)

Come fatto notare sui “social” dal tecnico Sandro Poma, i podi assoluti maschili e femminili sono stati conquistati da atleti nati nel 2001. Aurora Piras si impone a sorpresa anche se i suoi valori si conoscono sin troppo bene e solo di rado vengono confermati in campo. La pongista della Muraverese batte in finale una Eleonora Trudu (Tennistavolo Norbello) che nell’incontro precedente si era superata sconfiggendo la favorita Silvia Deligia del Quattro Mori Cagliari. Nel turno precedente Aurora aveva giocato l’ennesimo derby in famiglia con Alice Mattana, vinto in tre set. Nel tabellone finale anche Martina Mura (Azzurra) e Giulia Zucca (Muravera).

Il podio del singolo femminile (Foto Tomaso Fenu)

Riccardo Dessì (Tecnico Muraverese): “Aurora è sempre stata un’atleta dalle grandi potenzialità inespresse dovute in principal modo ad un carattere dove si butta giù nei momenti di difficoltà facendole credere di non essere in grado di fare più niente. Questo però non è successo ai campionati sardi di Decimo. Superato il girone grazie alle vittorie su Rossana Ferciug (Santa Tecla Nulvi) e la sempre ostica Martina Mura (entrambe 3-0), affronta in semifinale la compagna di mille avventure Alice Mattana e nonostante l’amica rivale stia giocando molto bene ha la meglio in tre tiratissimi set. In finale affronta Eleonora Trudu e dopo un primo set un po’ contratto riesce a sciogliersi e a portare a casa l’incontro.

Riccardo Dessì e Aurora Piras (Foto Tomaso Fenu)

La chiave di questa vittoria è senza dubbio il servizio che ha messo in estrema difficoltà Eleonora, ma anche il top di rovescio, colpo che Aurora fa molto bene ma del quale si fida poco. Molto soddisfatto della prestazione di Aurora e Alice mi resta il rammarico che questa performance non potrà avere il giusto seguito ai campionati italiani in quanto entrambe impegnate nell’esame di terza media. Spero comunque che questa vittoria sia da stimolo per continuare ad allenarsi con la massima dedizione come hanno fatto ultimamente”.

Aurora Piras e Alice Mattana (Foto Gianluca Piu)

DOPPIO MASCHILE: L’INEDITO DUO ROCCA/OYEBODE SUL PODIO PIÙ ALTO

Casa Marcozzi gioisce ancora per questo oro, arrivato dalla coppia meno quotata, rispetto a quella composta da Stefano Curcio/Carlo Rossi. Quattro set molto combattuti caratterizzano la finale disputata contro il tandem composto da Massimo Ferrero (Marcozzi) e Marco Sarigu (Libertas Sassari). Bronzo per Riccardo Lisci(Guspini)/Maxim Kuznetsov (Tennistavolo Norbello). Agli ottavi giungono anche i seguenti binomi: Nicola Pisanu/Stefano Macis (Muravera TT), Marcello Porcu/Michele Buccoli (Muraverese), Alberto Manos (La Saetta)/Francesco Lai (Guspini), Edoardo Loi/Marco Poma (Marcozzi)

Il podio del doppio maschile (Foto Tomaso Fenu)

Luigi Rocca: “Jonny l’ho trovato bene, sta crescendo tanto ma bisogna lavorare ancora parecchio. Sono contento per i risultati da lui conseguiti perché ha giocato decisamente bene e così siamo riusciti anche a vincere in semifinale, contro ogni pronostico, con Curcio e Rossi per 3/2 e poi in finale contro Ferrero/Sarigu (un po’ più semplice) per 3/1. Io ancora non sono in forma, sto lavorando per poter fare dei buoni campionati italiani”.

Luigi Rocca (Foto Tomaso Fenu)

Johnny Oyebode: “Il mio compagno Luigi Rocca ha ragione. La nostra è stata una piccola impresa, anche se il match più duro è stato quello della semifinale dove abbiamo sconfitto i nostri compagni Stefano e Carlo che assieme costituiscono una coppia ben collaudata, mentre la nostra era nuova di zecca. Sono soddisfatto dell’intera manifestazione decimese, più che altro l’ho presa come un test per i prossimi impegni.

Johnny Oyebode e Luigi Rocca (Foto Gianluca Piu)

Non avevo il chiodo fisso di vincere l’assoluto, però l’aver sconfitto Luigi Rocca ai quarti mi ha fatto capire molte cose. Nelle gare che ci vedono opposti me e Carlo Rossi, vince sempre chi è messo meglio con la testa. Sinceramente pensavo di perderla 3-0 perché durante la settimana non mi sono sentito molto bene, però ho cercato comunque di non sfigurare tatticamente e di prendere coscienza di quanto stessi diventando competitivo. In vista degli italiani devo allenarmi ancora tanto perché trattasi di manifestazione dove la preparazione fisica e atletica va perfezionata nel migliore dei modi. E poi non nego che per andare fino in fondo ci vuole anche un po’ di fortuna nel tabellone. Sono contento che mio padre Michael abbia raggiunto l’obiettivo della finale scudetto femminile. Secondo me la sua squadra è la favorita, vincerà di sicuro in casa a Cortemaggiore e poi, tenendo conto del tifo che sosterrà lo Zeus a Quartu, potrebbe comunque strappare il pareggio”.

Johnny Oyebode (Foto Tomaso Fenu)

UN MISTO “MADE IN VIA CRESPELLANI” GRAZIE ALLA COPPIA STEFANO CURCIO – SILVIA DELIGIA

Sono stati sufficienti anche in questo caso quattro set affinché i due vincitori potessero prevalere sulla coppia composta da Riccardo Lisci (Guspini) e Martina Mura (Azzurra Cagliari). Gioisce anche il binomio dell’Azzurra composto da Maurizio Piano e Anna Podda, che mai si era piazzato così in alto in questa specialità. La loro corsa verso un posto più alto è stata però interrotta proprio da Stefano Curcio e Silvia Deligia. Altro bronzo anche per Maxim Kuznetsov e Eleonora Trudu del Tennistavolo Norbello. La lista delle otto coppie miste più forti è completata da Stefano Macis /Giulia Zucca (Muravera TT), Marcello Porcu/Aurora Piras (Muraverese), Michele Buccoli/Alice Mattana (Muraverese), Nicola Pisanu/Sara Montalbano (Muravera TT).

Il podio del doppio misto (Foto Tomaso Fenu)

Stefano Curcio: “La vittoria in misto era nell’aria anche se i favoriti erano sicuramente Max ed Eleonora; ma io e Silvia siamo una coppia molto affiatata e domenica giocavamo particolarmente bene, quindi sapevamo di poter cogliere un bel risultato! La sconfitta dei numeri 1 in semifinale ci ha avvantaggiato non poco, ma sapevamo di poterci giocare le nostre carte anche contro di loro. E’ la seconda volta che gioco con Silvia ed è la seconda volta che vinco, e vincere fa sempre grande piacere.

Stefano Curcio e Silvia Deligia (Foto Gianluca Piu)

Sinceramente mi dispiace moltissimo per il doppio maschile, perchè siamo stati ad un passo dalla finale dove saremmo stati nettamente favoriti, mentre in singolo Mattia Contu giocava troppo bene e non ho mai avuto la sensazione di poter vincere (forse solo alla fine del 4° set), ma va bene così perchè ho giocato bene, mi sono divertito e mi ritengo soddisfatto”.

Stefano Curcio (Foto Gianluca Piu)

NEL DOPPIO FEMMINILE LE SUPER AMICHE SILVIA DELIGIA E ELEONORA TRUDU VINCONO CON MERITO

Le due rappresentanti di Quattro Mori e Tennistavolo Norbello dettano legge recuperando un set di vantaggio sul duo della Muraverese composto da Alice mattana e Aurora Piras.

In semifinale nessun problema incontrano a contatto con il tandem dell’Azzurra costituito da Martina Mura e Anna Podda. Bronzo anche per il Santa Tecla Nulvi con le sorelle Rossana e Lorena Ferciug.

Il podio del doppio femminile (Foto Gianluca Piu)

Silvia Deligia: “Mi sono divertita tantissimo ai campionati sardi, non posso lamentarmi dell’esito seppur avrei dovuto pretendere qualcosa in più da me nel singolo. Come al solito chi mi ferma è la cara amica Eleonora Trudu che conosce a memoria il mio gioco, nonché ultimamente oltre che compagna d’avventure anche compagna d’allenamento.

Eleonora Trudu e Silvia deligia (Foto Gianluca Piu)

La semifinale del singolo femminile era una partita che sarebbe stata vinta da chi manteneva la testa al 100%, e ad avere la meglio è stata Ele che ha giocato veramente bene. Il mio obiettivo era arrivare ai 3 ori ma credo che sia andata bene anche cosi. Nel doppio femminile, io ed Ele abbiamo avuto senza dubbio più difficoltà nel primo turno contro Mura e Podda. Contro Piras-Mattana entrambe eravamo preoccupate di quanto queste piccole giocatrici stiano migliorando e la mia felicità non solo stava nell’aver vinto il titolo, ma anche nell’aver caricato di un po’ di grinta la mia compagna. Altra bellissima esperienza è quella che mi ha vista protagonista nel doppio al fianco di Stefano Curcio. Credo che sia stata fondamentale la pazienza del mio compagno e la sua volontà a farmi concentrare sul punto successivo e non pensare all’errore appena commesso. Questo è stato fondamentale nel gioco perchè esprimermi libera, senza tensione e preoccupazioni è importante. Ringrazio entrambi i miei doppisti per questa esperienza”.

Silvia Deligia (Foto  Gianluca Piu)

Eleonora Trudu: “Con la mia partner Silvia Deligia siamo andate benissimo, riuscendo a sgominare prima la coppia dell’Azzurra Mura/Podda e poi quella della Muraverese composta dalle sempre pericolose Aurora e Alice.

Nel singolo, dopo che ho passato il girone, ho dato il meglio di me nello scontro con Silvia Deligia durante il quale ho pure urlato, cosa davvero insolita per il mio carattere. Sono molto soddisfatta per la prova offerta anche se qualche punto lo potevo gestire meglio. E poi comunque subentra il dispiacere per avere sconfitto un’amica. Purtroppo il grande gesto atletico è stato vanificato in finale contro Aurora Piras che mi ha dato molto fastidio con i suoi servizi imprendibili. Aurora cresce a vista d’occhio e mese dopo mese si rende sempre più pericolosa..

Maxim Kuznetsov e Eleonora Trudu (Foto Gianluca Piu)

Nel doppio misto potevo fare di più assieme al mio compagno Maxim Kuznetsov, ma stranamente siamo stati bloccati dal duo Lisci/Mura. Purtroppo il servizio di Riccardo mi mette sempre in difficoltà e anche in questa circostanza ha prodotto i suoi frutti. Però con tutta sincerità non abbiamo sfigurato. Sono comunque soddisfatta del mio gioco, considerando che in questa stagione mi sono allenata poco e niente”.

LA VISIONE DI UN GENITORE TIFOSO APPASSIONATO

(a cura di Pier Luigi Loi)

Carlo Rossi immenso!. Grazie anche ai suoi eccellenti avversari che gli hanno permesso di evidenziare tutte le sue doti. Complimenti anche a tutti gli altri partecipanti che hanno onorato l’evento. I presenti, pochi, hanno goduto di una bella giornata di sport e magari approfittato per salutare qualche amico che non si vedeva da tempo. Unico neo: non aver sfruttato l’ occasione per promuovere questo “piccolo, grande” sport, magari condividendo la visione delle spettacolari evoluzioni dei nostri atleti con il vicino di casa, piuttosto che con il collega di lavoro.

Una fase della finalissima maschile (Foto Tomaso Fenu)

Con questa mia riflessione non voglio colpevolizzare nessuno e a nessun livello ma anzi sensibilizzare. Non dimenticate, prima di uscire di casa per andare ad un torneo, a vedere o giocare una partita di campionato di qualsiasi serie e livello, di ricordarlo a qualcuno di vostra conoscenza che magari per quella volta viene a curiosare e potrebbe voler fare due tiri. Alle volte basta un piccolo gesto da parte di tutti per coinvolgere dei perfetti “ignoranti in materia “, spiegando e rispiegando senza mai stancarsi, a costo di sembrare pedanti, le dinamiche del gioco, il gesto atletico, i differenti colpi e perché no, la tecnologia dei materiali, senza nascondersi dietro un “cosa ti spiego a fare! È troppo complicato”. Il fine è coinvolgere più gente possibile a tutti livelli: che sia atletico, amatoriale o esclusivamente pubblico. Qualcuno penserà: “chi crede di essere questa persona che da pochi anni segue questo sport e già vuol dire la sua, senza conoscere cosa si è fatto, gli sforzi che si sono profusi e soprattutto cosa si fa nel presente”?. È vero non so tante cose, ma ho ben presente che in Sardegna, e anche se nelle altre regioni in linea di massima la situazione é simile, ci sono diverse realtà che lavorano affinché ciò avvenga, sopratutto a livello giovanile. Ma evidentemente non basta.

Al centro il genitore tifoso Pier Luigi Loi (Foto Tomaso Fenu)

Permettetemi un appunto: non ci si dovrebbe arrendere nel vedere gli spalti “gremiti” (si fa per dire), da soli atleti (per evidenti motivi), da parenti degli atleti minori (per forza di cose) o qualche amatore e 4 o 5 curiosi; tutto ciò non è ammissibile. Si deve invertire questa tendenza e cercare il coinvolgimento a 360 gradi. Ribadisco che noi tutti dobbiamo partecipare anche con piccolissime azioni per modificare lo stato attuale delle cose. Non voglio naturalmente spiegare perchè bisogna agire in questo senso, offenderei la vostra intelligenza, ma il rischio è che alla lunga, le “autocelebrazioni” non bastino più. Per sostenere questo sport bisogna aprirsi ad un pubblico più vasto.

CONVOCAZIONI STAGE GIOVANILE DI CAGLIARI

Fissato per domenica 31 maggio al Palatennistavolo di Cagliari, l’appuntamento servirà ad affinare la preparazione in vista della fase finale del Trofeo Teverino Ping Pong Kids che si disputerà a Terni dal 5 al 7 giugno. Nella lista approntata dal tecnico regionale Stefano Curcio compaiono i quattro qualificati nella prova regionale: Marco Nieddu, Giulia Zucca, Alessandra Stori (Muravera TT), Antonio Murgia (Santa Tecla Nulvi). Parteciperà anche Sara Congiu del Muravera TT. Sarà uno stage pieno che comincerà alle 10 e finirà alle 16.

Giulia Zucca è stata convocata allo stage di domenica 31 maggio (Foto Gianluca Piu)

OPEN A MURAVERA IL 24 MAGGIO

Domenica mattina i pongisti di tutta Italia che viaggiano in posizioni di classifica superiori alla n. 2000 potranno partecipare al Torneo Regionale Open 2015 organizzato dalla società Muraverese presso l’impianto sarrabese di viale Rinascita. Le iscrizioni sono aperte anche a tutte le atlete presenti in classifica nazionale. Come riferimento sarà presa in considerazione la classifica aggiornata al 30 aprile 2015. Si comincia alle 10 con il singolo maschile Open. Nel pomeriggio, dalle 15, il via alle donne.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: